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Il Tuo Fottuto Free Download: Gabriel Sternberg

3 Ott

di Mariateresa Leone

Una serata come le altre, arrivo a casa e accendo il pc per controllare eventuali nuovi messaggi di posta, magari perfino spiazzanti.
Un messaggio.
Lo leggo: “… Volevo farti sapere che è appena stato pubblicato il mio nuovo disco, PHANTOMSCHMERZ”.
A inviare la comunicazione, a me e a molti altri, Gabriel Sternberg, cantautore milanese dal look total black e il viso bianco latte.
Inizialmente infastidita dalla modalità promozionale un po’ invasiva, continuo a leggere: PHANTOMSCHMERZ è quel dolore che si prova quando si viene amputati di una parte del corpo, in genere un arto, come può essere un braccio o una gamba. “
Decido di ascoltare.
Un preludio dalla melodia triste, ideale per i titoli di coda di un film, inizia a placare l’udito trasmettendo un’iniziale sensazione di tepore. Decido di godere momentaneamente di questo stato per poi lasciarmi trasportare dal vibrare frusciante dei suoni.
Ammutolita.
I brani, dal primo all’ultimo, scivolano via, sagacemente indirizzati da una voce sussurrata e dal suono di drum machine, da piacevoli e leggeri riverberi echeggianti legati a picchi emozionali, dopo i quali è necessario fermarsi un istante e deglutire.
L’ascolto di PHANTOMSCHMERZ suggestiona ad accogliere le consapevoli sofferenze velate dal timore del dolore che potrebbe derivarne. D’altronde una mancanza, affettiva o fisica, lascia sempre frammenti di se in qualche parte di noi.
Quando Gabriel Sternberg ha ricevuto la richiesta del download su questo blog mi ha scritto:
″Se passi a Milano sarai invitata ad uno dei concerti casalinghi che ogni tanto faccio per la città”.
Un invito gentile, perfettamente calzante al mood accogliente di questo ultimo lavoro, tanto da prepararti il letto per il sonno e affondarci dentro.
Qui il  free download, già commovente solo perché free,di Halfway between us.

Delay_House. Le parole sono importanti?

9 Lug

di Mariateresa Leone

I delay_house sono quattro ragazzi di Rimini che fondano il loro progetto musicale su di un unico credo, il loop.
Compongono brani brevissimi in cui l’ indispensabile suono sintetico è guidato da basso e batteria.
Una parola, al massimo due e a volte anche nessuna.
Smilzi Haiku sonori sapientemente campionati, equivoci quanto riflessivi, ripetitivi e tuttavia esaustivi .
Il risultato è una storia da costruire a piacimento, annessi probabili imprevisti emotivi, sbalzi umorali.
Tutto precariamente in loop.

E
Ora, ancora
Che
Ti saluta Giulia
Parlami
Perché sono muto
Chessaràdinòi
Perfettamente al passo coi tempi:
sintetici, scaricabili in free download, da condividere coscientemente.
Enjoy!

Fuga dalla crisi con gli Atlas Sound

20 Giu

di Mariateresa Leone

In questo periodo di profonda crisi dell’essere umano eviterei di scrivere di aneliti e perduti amori.
Bradford James Cox, cantante statunitense dei DEERHUNTER e leader del mio amato progetto solista Atlas Sound, ad esempio, è un arguto conoscitore di escapismo. Si estrania da una realtà disagiata e si nutre di musica.
Potrei trarre spunto da lui.

© Ida Nordung

Probabilmente, anzi quasi sicuramente, ciò provocherebbe l’allontanamento da una consapevole e responsabile denuncia sociale, ma se agito a piccole dosi non accadrebbe nulla. Al contrario, potrei trarne un momentaneo e appagante giovamento.
Allora suggerisco l’ascolto di The light that failed, singolo tratto dal secondo album Logos.

Anche se, ahimè, confesso che mi ritorna in mente un messaggio successivo all’ascolto di questo brano in cui un ragazzo mi comunicava di aver imparato a fare i cuori virtuali. Ma questa evidentemente, è un’altra storia.

Non mi rimane che abbandonare il senso di gravità e lasciarmi travolgere dalle fluttuanti sonorità, tanto delicate quanto ruvide, dal rumore dei brillantini, di galassie sognanti, chitarre elettriche, acustiche e sintetizzatori.

Semmai qualcuno ascolterà, consiglio di munirsi di auricolari e poi magari, pensare a modalità d’escapismo in grado di salvare il mondo.

 

 

Amor Fou alì

10 Mag

Il passo coi tempi è veloce, tutto assolutamente da condividere su diari virtuali riempiti da foto scattate con iphone, meticolosamente in modalità Instagram. Filtri colorati, sfocatura sognanti, irreali, bellissime.
Eppure, a volte non capisco.
Paura? Un po’.

Tutto questo sembra condensarsi nel video del singolo Alì degli Amor Fou, tratto dal loro nuovo album 100giornidaoggi, in uscita il 15 maggio.
L’apocalittico collettivo Steven Jorger ha diretto l’impresa visiva curando giorno dopo giorno perfino il profilo tumblr. Il risultato è il susseguirsi coscienzioso di animazioni dai colori flou, piene d’interferenze finto analogiche, sapientemente loopate e accompagnate da alcuni estratti dei loro testi.
Il messaggio con annesse distorsioni, arriva profondo, dritto dritto nella pancia.

“E poi fu un attimo, cadere vittime, di un’immensa trasgressiva voglia, di non esser soli”

Mariateresa Leone

Guarda qui il Tumblr Video di Alì

Love Yourself First

3 Apr

Non poteva esserci nome più calzante per il nuovo progetto del cantautore Michele Maraglino.
L’ Ep “Non Taggarmi Nelle Foto La Mia Vita Non Mi Piace”, prodotto dall’etichetta indipendente da lui stesso concepita, La Fame Dischi, contiene quattro brani che in realtà potrebbero essere un unico pezzo.
Viene narrata cantando una condizione d’essere intima e personale, in cui è quasi impossibile non immedesimarsi.

L’ascolto scivola via, si addensano parole e immagini sullo sbriciolarsi della vita, la solitudine, i supermercati, giorni strani, perplessità e consigli sul divenire.
Un cantautore, una chitarra, un pc, tutto sinceramente e semplicemente casalingo, così com’è. Puro lo-fi, senza alcun condimento, con annessi graffi di sottofondo e il vociare dell’ultimo brano, proveniente da un esterno altrove.
Alla luce di tutto ciò, non resta che andare via e chiedere a qualcuno di accompagnarci, dando un valore, per favore, ad un ipotetico e speranzoso “almeno noi”.

Mariateresa Leone

Grimes

2 Mar

Ecco un’altra delle mille MIE questioni esistenziali:
È necessario archiviare l’idea assurda dell’amore romantico?

Il testo “Genesis”, singolo dell’ultimo album dei Grimes, ripete:
“My heart will never be; Never feel never; Never fall, never knew”
“Il mio cuore non esisterà mai; Mai sente mai, mai cade, non ha mai saputo ”
Il ritmo incalza con affanno e l’atmosfera risuona echeggiante.
Altre voci sussurranti si addensano vaporosamente.
Tutte provenienti dall’animo dell’eclettica Claire Boucher, creatura divina dai capelli biondo-rosa e dalle unghie distrattamente dipinte con sfavillanti smalti fluorescenti.
Deliziosa come un chupa chups panna e fragola.

Ancora …
“My heart will never be; Never feel never; Never fall, never knew”
“Il mio cuore non esisterà mai; Mai sente mai, mai cade, non ha mai saputo”
Tutto pronunciato affannosamente, quasi soffocando.
Un amore anelito, dolorante, lamentoso, malsano.
Fino all’ultimo respiro.

“My heart will never be; Never feel never; Never fall, never knew”
“Il mio cuore non esisterà mai; Mai sente mai, mai cade, non ha mai saputo”
Un cuore cui si predice un futuro inesistente, un cuore che qui e ora non sente (l’amore) , non cade (in amore), mai, un cuore
che non ha mai saputo.
“Love will tear us apart, again”?.
No, questa è un’altra storia.

Allora forse, ahimè, è necessario archiviare l’idea assurda dell’amore romantico.

Mariateresa Leone

Disillusione

15 Feb

Nell’antichità latina la parola ILLUDERE era associata al “vagheggiar nella mente”, libertà di percorrere il moto astratto mentale. In questo adorabile vagare s’inseriva però una particella: luce, lux, intesa come guida.
Nell’antica Grecia invece, il viaggio verso l’astrazione mentale era la fuga, pura e semplice scappatoia dalla realtà.
Detto ciò mi domando: la disillusione è dunque disinganno?

Al quesito, tanto per cambiare, non ho trovato risposta e mia sorella Simona per appagare il mio momentaneo stato emotivo mi ha fatto ascoltare You Never Call di Casiotone for the Painfully Alone, progetto musicale concluso nel 2010, già solo per questo meno illuso di me.
La storia racconta di un Lui che dopo aver conosciuto Lei nel corso di un’ estate, desidera tanto rivederla.
Inizia a cercarla e il telefono squilla, squilla, squilla ma a rispondere non è mai lei.
Lui si rassegna al fatto che Lei non riconoscerà mai più la sua voce.
Ecco qui il perfetto esempio dell’uomo ormai disilluso. Ahimè!
E pensare che Ugo Foscolo, il letterato, si era perfino inventato la religione delle illusioni!
Proporrei allora alle case farmaceutiche di produrre pillole d’illusioni take away approfondendo però, l’elenco degli effetti indesiderati.
Grazie!

Mariateresa Leone