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L’angolo del Micione: “Eppure sembrava apposto. Era un ottimo vicino”

11 Dic

Sono un eterno incostante, inizio mille cose e poi ne finisco zero. Come con l’angolo del Micione. Ecco come giustificherei la mia assenza da questi lidi.

La verità?

Ho una vicina di casa particolare. Passa buona parte dei suoi pomeriggi ad urlare “basta” come se fosse impossessata dallo dimonio. E’ esasperata da quello che lei stessa chiama “un attacco senza ritegno alla quiete pubblica”.
“Non so più come fare, vi denuncerò tutti quanti. E’ insopportabile tutto questo. Non c’è pomeriggio che io possa passare in tranquillità. Ora veramente basta.”

Sono stati coinvolti avvocato, amministratore, un rappresentante a famiglia per i nuclei incriminati. E infine un perito. Che dovrà stabilire se il fatto sussiste o meno.

Il perito si recherà nel consorzio dove vivo (oasi protetta di fronte Tor Bella Monaca chiamata Torre Gaia) e farà di tutto per accertarsi che il gravissimo reato in questione non è frutto della fervida immaginazione della nostra cara vicina.
Il perito è arrivato. Ha svolto il suo lavoro nel migliore dei modi. Ora possiamo affermare senza ombra di indugio che i cani abbaino.

Consiglio del Micione: aspetta il momento giusto per dire la cosa giusta.

Claudio Gatta

L’angolo del Micione: Il ragazzo è intelligente ma non si impegna

16 Nov

Sono stato sgridato. In una giornata da diverse persone. Sono un musicista “allo sbaraglio”, “senza prospettive lungimiranti”. Mediamente trasandato. Disordinato. Sconclusionato. Incosciente. Incurante del futuro. Senza pensione. Senza fisso reddito. Hobbista. Preoccupante.
Blablabla.

Vi stupite della mia tranquillità. Ma io mi chiedo: vi siete mai stupiti veramente?
Non dico di me, intendo: sapete cos’è il vero stupore?
“Stato di turbamento e confusione che lascia attonito”
No.

Ho abitato per diciotto anni a Centocelle. I miei primi diciotto. Ricordo nitidamente un momento. Viale Palmiro Togliatti non era più il nome di una strada-tabù. Non era più un lungo marciapiede discutibilmente frequentato. Non era più la linea di confine. Non era asfalto. Tantomeno il collegamento fra due borgate.
“Claudio, Palmiro Togliatti è il nome e cognome di una persona che ha fatto qualcosa di importante per il nostro paese, tanto da meritarsi il nome di una strada.”
Dieci anni. Stupore. Positivo.

Consiglio del Micione: se il cetriolo va sempre in culo all’ortolano, impara a sbucciare gli ortaggi.

Claudio Gatta

L’angolo del Micione: dimmi il tuo nome e ti dirò chi sei.

4 Nov

Quando hai un cognome che si presta a molteplici gag è molto semplice dedurre il profilo psicologico della persona che hai di fronte.

GATTA

Ecco i più comuni:
– ingenuo convinto di scherzare per la prima volta in assoluto su svariati proverbi (tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino /la gatta frettolosa fa i gattini ciechi) – istinto primordiale;

– bonaccione empaticamente convinto del mio vittimismo riguardo i proverbi con i gatti (povero te, quante ne dovrai subire….) – bullismo proverbiale;

– bonaccione empaticamente convinto del mio vittimismo riguardo i proverbi con i gatti che sdrammatizza con proverbi sui gatti (ma a te non dà fastidio!?..mmm, qui gatta ci cova!) – istinto proverbiale;

– spirito libero/animo poeta colto da improvvisa ispirazione, in rima e non (gatta l’ha fatta matta su una blatta /ma se ti legassi sulla schiena una fettina di pane imburrato e ti lanciassi dal tetto di casa mia?!) –

Senza contare le infinite varietà di micio-micia-micetto-micetta-micione-miciomao-miao-micino-frrrrrr-mao e via discorrendo.

CONSIGLIO DEL MICIONE: Ringraziare Trapattoni.


Claudio Gatta

L’angolo del Micione: Mamma Rivoluzionaria

28 Ott

Tornate all’antico e sarà un progresso. (Giuseppe Verdi)

Mia madre ormai non mi cucina più da anni.
Raramente. Posso pensare a me stesso senza uccidermi. Ho acquistato facoltà di varia natura crescendo.
Una di queste è sopravvivere all’ora di pranzo.
Il pranzo è un momento sacro per l’italiano medio, da sempre. Venti, trenta minuti di alienazione gastronomico.

Tre regole:
– chiacchiere futili;
tv accesa su telegiornale-soap opera-non importa, ad un volume non troppo alto da disturbare ma abbastanza basso da non capire niente, deve solo riempire dei vuoti;
– continuo ed instancabile tintinnio della forchetta che tocca il piatto in ceramica ad ogni boccone.

Oggi è successo qualcosa di straordinario. Mia madre ha cucinato.
Carbonara (peccato solo perché ci mette anche l’albume, ci va solo il tuorlo). La tv, prima accesa ad un volume siderale su Forum (“con l’acqua sul fuoco non sentivo”), era spenta.

Rumori di forchetta ce n’erano, inevitabile. Ma abbiamo parlato.
Della mia fanciullesca passione per le sciabole proprio mentre si sceglieva la bomboniera del battesimo di mia sorella.
Della mia fanciullesca capacità di farmi annunciare dai megafoni di DisneyWorld a Orlando perché trovato daamericani premurosi nel LegoStore a scegliere costruzioni da solo.
Della mia famosissima e sempre fanciullesca attrazione verso le nuove frontiere della comunicazione, come il lancio di matite dal mio balcone verso la finestra di due fratelli del palazzo di fronte con allegati messaggi intimidatori.

CONSIGLIO DEL MICIONE: la tradizione nasce per essere cambiata.

Claudio Gatta