Conta fino a dieci se hai il coraggio

19 Nov

di Fabio Di Folco

C’è uno scrittore che tempo fa una ragazza mi ha fatto conoscere, un certo Lorenzo Licalzi. Dico un certo solamente perché io e la lettura non andiamo molto d’accordo. E’ come se una persona che non capisce nulla di calcio dicesse “un certo Roberto Baggio”.
Lorenzo Licalzi ha pubblicato un libro intitolato “La vita che volevo”; è un libro che parla del destino (del caso per come la vedo io), del nostro futuro che cambia di secondo in secondo ogni qualvolta prendiamo una decisione al posto di un’altra, anche la più insignificante ai nostri occhi. Esempio lampante ne è il caso di Maddalena che il poeta ci descrive in un capitolo. Maddalena come ogni santo giorno si alza; solita doccia, solito trucco, mutande diverse si spera. Prima di timbrare il cartellino fa tappa fissa in un bar per prendere il suo solito caffè, anzi quel giorno non era il solito caffè, sapete perché? Perché Maddalena il caffè lo beve amaro poiché è a dieta, ma quel giorno volle concedersi questo piccolo lusso: una bustina di zucchero.
Fu così che Maddalena dovette girare il cucchiaino nella tazzina prima di gustarsi il suo caffè e quindi rimanere dieci secondi in più all’interno del locale. Maddalena paga, saluta cortesemente il barista e si avvia verso l’azienda in cui lavora; mentre cammina riceve una chiamata e inizia a frugare nella sua Louis Vuitton, ma tutti sappiamo bene che la borsa di una donna è un mondo, un mondo nel quale regna incontrastata la legge di Murphy, dove ti ritrovi fra le mani sempre l’oggetto sbagliato: se cerchi un rossetto troverai un pacchetto di Vigorsol e viceversa, quindi ci vuole impegno e concentrazione per trovare il cellulare prima che smetta di squillare.

Questo portò Maddalena a distrarsi e a non accorgersi di essere arrivata a un incrocio…SBAMMM!!!Maddalena venne investita e morì poco dopo in ospedale. Tutta la sua bellezza, la sua cultura, i suoi affetti, tutto sfumato così per via di una bustina di zucchero.
Io credo che la vita sia come costruire un castello con le carte da gioco in una stanza vicino ad una finestra aperta; ci vuole tempo,fatica e pazienza affinché il castello diventi sempre più grande e più bello. Ad un tratto però entra uno spiffero all’interno della stanza (nel caso di Maddalena una macchina) e il castello cade giù. Il grande problema della razza umana è quello di avere delle potenzialità mentali eccezionali
sorrette da un corpo fragile.

 

 

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Una Risposta to “Conta fino a dieci se hai il coraggio”

  1. clarissa novembre 19, 2012 a 14:49 #

    molto bello 🙂

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