A Song For Our Fathers

29 Ott

di Jacopo Pesci Rossi

Annusami, puzzo di pioggia. Gocce e gocce sul cappotto di pelle. Scavano grinze e pieghe come cicatrici prodotte da unghie.  Vecchio pazzo nostalgico, cammini al contrario guardando indietro. Umidità e vapore appannano le lenti. Occhiali ovali, occhiali variopinti, ricordo di come erano i colori prima che venissero ammazzati. Un daltonico nell’era del bianco e nero, reazionario in tempo di pace, reco scompiglio nel groviglio irrisolvibile di questa lurida modernità. Padrone di ricordi mai scritti. Lamento questa scomparsa prematura, biglietti mai timbrati, valigie mai riempite, penne mai stappate. Un viandante nel caos tra le luci che inchiodano, la terra, a terra, di notte. La città corrotta e liquida, cimitero di note dimenticate, di genti immortali, deserto industriale. Lapidi, fiori e lacrime. Oasi temporale restituisce requie alla memoria.

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