Hotel Chevalier: intervista & free download

10 Ott

di Clara Natale

Il loro primo Ep ha il colore della terra rossa dei campi da tennis bruciati dal sole. Lo stesso dei portici della città che li ha adottati: Bologna. Ed è proprio sotto questi portici che dal 2009 hanno iniziato a farsi conoscere. Sto parlando degli Hotel Chevalier. L’Ep, completamente autoprodotto, prende il nome dal gruppo stesso. 5 tracce selezionate tra le più significative del loro repertorio perché qui non si fa solo dell’energico e coinvolgente Pop Electro ma si crea un autentico cocktail sociale di pungente ironia e consapevolezza degli aspetti dolenti del nostro Paese. O meglio Bel paese. Non è un caso la collaborazione in Dolori intestinali con Lodo de Lo Stato Sociale, altra band bolognese che fa dei suoi testi una geniale rivolta/riflessione sulle condizioni che ruotano attorno ai nostri sempre più saturi occhi italiani.
Se qualcuno mi avesse detto qualche anno fa che mi sarebbe piaciuto l’indie italiano gli avrei riso in faccia. Lo giuro. E invece ho iniziato ad apprezzarlo, o meglio, ad adorarlo proprio con loro. È vero uno di loro è un mio amico ed è vero sono molto affezionata alla città che li ospita ma… sono la semplicità che traspare dai loro testi, la cultura musicata che a volte ci dimentichiamo di coltivare, la realtà macchiata di rassegnazione che noi giovani dobbiamo assecondare. E gridare. “Per recuperare vitalità, un vuoto a perdere in un contesto come questo fatto di banalità: provincia asettica”. Sono la voce. La voce di un Paese che non deve smettere di cantare. E saltare. E credere.

Avete vinto il Campania Eco Festival. Ricordate che avete fatto per festeggiare dopo il concerto?
Abbiamo avuto pochissimo tempo per festeggiare perché siamo stati sballottati qua e là per interviste, trasmissioni radio locali. Poi ci siamo divisi. Alcuni hanno combattuto i posti di blocco dei diligentissimi carabinieri campani, altri hanno mangiato tonnellate di mozzarelle di bufala, guardando La messa è finita di Moretti su un comodo divano. Accoppiata perfetta, direi…
Come definite il vostro sound?
Definire un sound non è mai facile. Quando uscì Hotel Chevalier avevamo voglia di far sentire la nostra opinione su un po’ di luoghi comuni che definiscono “l’alternativo” ai tempi del 2.0. Non siamo un gruppo politico, ma sono convinto che l’arte fine a se stessa valga fino a un certo punto. Abbiamo lavorato il più possibile sull’elettronica e credo che ci muoveremo sempre di più verso questi lidi. Senza rinunciare mai alla creazione di melodie e armonie caratteristiche, che in fin dei conti è quello che ci viene meglio.
Io amo Bologna. La vostra Bologna come è?
La nostra Bologna è la migliore città di provincia che possa esistere: è una piccola città che ragiona come una grande città. Solo che spesso non riesce a scrollarsi di dosso quell’aria da provinciale beffarda che la fa inciampare in luoghi comuni e isterismi di massa. Tuttavia, rimane un luogo ideale per fare musica. Si conoscono persone dell’ambiente con una facilità impressionante; spesso convengono da queste parti incontri, manifestazioni, iniziative adatte per chi ha voglia di far sentire la propria voce in campo musicale.
Se vi chiedo: la vostra fottuta musica alternativa?
Per noi non è ancora fottuto niente. Ci crediamo e ve lo faremo sentire.

Dolori Intestinali free download

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Una Risposta to “Hotel Chevalier: intervista & free download”

  1. Bekijk Webpagina marzo 12, 2013 a 19:26 #

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