Bloom

25 Set

di Giulia Nardi

I Beach House sono come una gabbia, o meglio, una palla di vetro, un’enorme bolla di sapone.
Te la porti dietro, tipo airbag e quando senti di averne bisogno inizia Myrth; la bolla si gonfia, ti rinchiude, attutisce i colpi, leviga gli spigoli. Vedi fuori ma non senti le voci.
Da fuori si sente la pioggia, si sente il sole che brucia, si sentono le urla, si sente la dispersione.
Allora fai i conti, inizi a parlare con te stesso, lo trovi invecchiato, ti sembra più grasso. Lo rimproveri bonariamente, lo coccoli senza compatirlo.

I Beach House, con l’accuratezza di una donna di casa, filtrano, setacciano, impastano, rimescolano, fanno anche male a tratti, ti stirano. Ma poi ne esci pulito, come dopo un massaggio, come dopo quei dolori prolungati che alla fine sanno darti il sollievo di mille prove superate. Un tu per tu. Bloom non è un disco, è un’ apnea che dura un’ ora. Poi ti guardi mentre risali dall’acqua, respiri forte e ti trovi più bello. A qualcosa sarà servito allora.
Ora però tutto sta nel riabituarsi alla luce, al vento, ai rumori, agli urti, ai graffi e alle intemperie.

 

 

 

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