Umberto Palazzo, 4 Ottobre @Circolo degli Artisti (Free Download)

11 Set

di Andrea Macrì

Il gesto più punk che un punk potrebbe fare è quello di ascoltare prog – da una conversazione del sottoscritto con un suo carissimo amico.

È possibile equiparare i segni lasciati da una persona che non conosciamo personalmente ma di cui siamo amici su Facebook (in questo caso, un artista, un musicista) come indicatori di quelle sensazioni “a pelle” che abbiamo quando incontriamo per la prima volta un essere umano? Voglio dire: i segni digitali che una persona che non conosciamo lascia, possono equivalere, nella vita reale, alla vecchia e cara “prima impressione”? Se così fosse, allora l’aggettivo per definire Umberto Palazzo mi pare uno solo: libero.
Su Facebook, Palazzo è uno che (anche per il suo essere un dj) è costantemente aggiornato su ciò che avviene nella musica rock e diramazioni varie a livello globale, non nel semplice alveo italico. E lì lo vedi impegnatissimo a lanciare discussioni, provocazioni e stimoli sul reale stato delle cose della musica rock.
Ma non è tutto qui. È più l’idea che, seguendolo, anche un pasdaran del punk rock, tra qualche mese, potrebbe trovarsi ad amare un disco prog asiatico. È questa idea di mancanza di barriere che mi fa impazzire. E al punk in questione mi verrebbe da dire: preferisci restare punk o essere libero? 

[Influenza positiva di Palazzo sul sottoscritto: quest’estate sono entrato in una discoteca rock e, credetemi, l’ho trovata uno dei luoghi più conservatori di tutti i tempi. Mettevano i pezzi e mi rendevo conto che non vi era uno degli ultimi tre anni. La media era dieci anni e più.
Credetemi, non è un tentativo, il mio, di cavalcare un’onda. Spesso mi trovo in disaccordo con ciò che scrive, ma è sempre qualcosa che mi costringe a riflettere].

Magari però su Palazzo sto dicendo stronzate, magari è un bifolco che fa tutto per tornaconto personale, ma, signori, ecco l’altro aggettivo che mi viene in mente: alternativo. E nel senso più profondo e meno sciovinista del termine.
La musica di Palazzo e la sua attitudine nei confronti della “metafisica attorno alle cose sonore” sono realmente altre: perché non è forse oggi il suo disco solista, “Canzoni della notte e della controra”, quello che per i padri pellegrini del rock alternativo erano gli album dei Sonic Youth, degli Husker Du, dei Replacements?
Con questo disco Palazzo ha unito sangue e sogni – quelle canzoni così terrigne e spartane eppure così veleggianti – con una riflessione enorme: che cosa sarebbe oggi il rock se il rock non ci fosse mai stato? Magari non sono così preparato, ma chi ci aveva mai pensato prima? E soprattutto, anche se qualcuno ci avesse pensato, il solo aver inciso un disco su un’idea del genere praticamente da solo, qui ed ora (o meglio, l’anno scorso), nell’immane oceano di musica tutta uguale che troviamo oggi, non lo rende già qualcosa di meritevole di un ascolto?

Potrei parlare della carriera di Palazzo, a questo punto, ma in Rete trovate informazioni migliori, cronachistiche e dettagliate. A me importa dirvi che Palazzo ha suonato con band che ho amato e che è un artista di cui dovremmo andare fieri: senza peli sulla lingua e – mi pare – con un cuore abbastanza grande. Lui non è uno che si fa fottere dalla musica, parafrasando un adagio di questo blog: lui ama la musica, e se ne FOTTE di tutto il resto. Almeno, così mi pare.

E se magari quanto sopra scritto vi sembra troppo agiografico, vediamoci il 4 Ottobre al Circolo: sono pronto a farmi insultare per pochi spicci.

Umberto Palazzo si esibirà sul Palco Acustico de La Tua Fottuta il 4 Ottobre al Circolo degli Artisti.

Avete 24 ore a disposizione per scaricare gratuitamente qui “La Controra”. 

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Una Risposta to “Umberto Palazzo, 4 Ottobre @Circolo degli Artisti (Free Download)”

Trackbacks/Pingbacks

  1. A me mi « BastaPasta - settembre 12, 2012

    […] può dire che a me mi ci piace la tua fottuta? sopratutto questa robaccia quì Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like […]

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