Charlie on my mind

19 Lug

di Martina Sanzi

 

Era un giorno piovoso e mio padre mi venne a prendere a scuola con l’ombrello e uno strano ghigno sulle labbra. Avevo gli stivali neri ai piedi e i calzini inzuppati d’acqua. Il tragitto dalla mia scuola elementare a casa era breve e speravo che tornasse presto il sereno perché avevo una partita di cluedo da concludere con i miei compagni di gioco.

Mio padre sorridente mi guarda dicendo:

Oggi c’è una sorpresa per te.

Fui subito attratta da quella frase. Anzi, direi che la curiosità mi si stava mangiando. Lungo il tragitto cominciai a nominare di tutto. Da domani niente più scuola? Hai riparato i pattini? ah, ho capito! C’è un unicorno che mi attende in cortile?

© Martina Sanzi

Mio padre, per nulla spazientito non rispose a nessuna delle mie strampalate domande ma disse solo: lo vedrai quando saremo arrivati.

Non stavo più nella pelle. Non appena entrai a casa cominciai a capire che qualcosa era cambiato, c’era qualcuno. Attraversai il corridoio lungo e stretto manco fossi flash e entrai come una pazza in cucina dove mi attendeva mia madre. Sentii un suono acuto, quasi un lamento che mi fede sobbalzare. Mi piegai per sbirciare aldilà delle gambe di mia madre e ciò che intravidi fu un piccolo peluche nero che inveiva contro di me. Aspetta!non era un peluche..! Di lì è stato amore a prima vista.

A te.

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