Interpol

18 Lug

di Edoardo Biscossi

Tempo fa ho cominciato un riascolto di tanta musica che ascoltavo a 16 anni. Ce ne era tanta che ho finto di non ricordare di aver ascoltato, qualcosa l’ho liquidato con “no, ma era prima” (e non era vero, non era prima), di una manciata di cose mi sono vergognato, per qualcuna di queste mi sono compatito, per altre mi sono divertito, per altre mi sono complimentato, dato una pacca sulla spalla e offerto un caffè al bar, che senno mi offendevo.

Una cosa che ascoltavo a 16 anni erano gli Interpol, non ero pazzo per Paul Banks, i Joy Division me li aveva fatti conoscere papà e negli Interpol non ce li sentivo neanche troppo, a volte li ascoltavo quando non ero abbastanza gasato per gli Strokes o i Libertines e dopo il secondo disco non ho mai smesso di considerarli un gruppo di merda, da un certo punto in poi non sono piaciuti neanche a chi non capiva un cazzo. Riconosco che a chi non li ascoltava anni fa non riesci a farglieli piacere, non riesci a spiegargli la distanza da te agli Interpol.

Ricordo però che quando ho preso la macchina (ed era una punto risalente a prima della ricalibratura del brand FIAT) dovetti cimentarmi nell’arte di farmi le cassette e in quella che ascoltai per un paio di mesi tutte le mattine c’erano Stella Was A Diver ed Evil, non so perché ste due, non so il perché di altri pezzi che erano in quella cassetta e a chiedermelo sono pure un po’ coglione perché, malgrado passati remoti narrativi, non è passato poi tanto tempo. Il fatto è che un po’ di tempo invece è passato da quel mai sufficientemente tributato algido manuale di intimismo che è Turn On The Bright Lights, l’ultimo e per certi versi il primo album figo di NewYork, 10 anni, che io neanche lo ricordo come si ascoltava musica 10 anni fa, ma mi ricordo Obstacle 1, mi ricordo NYC, mi ricordo gli intrecci di chitarre, le linee di basso, la batteria all’osso, la voce baritonale e i duecento divani su cui puoi dormire stanotte.

9 Risposte to “Interpol”

  1. Andrea De Toma luglio 19, 2012 a 00:37 #

    Ho 25 anni, avevo una Nissan Primera del 1993 grigia ed ascoltavo gli Interpol quando non ero abbastanza gasato da ascoltare gli Strokes o i Franz Ferdinand (non mi sono mai piaciuti i Libertines). Hai proiettato un ombra inquietante sui miei ascolti e sulla considerazione che ho di me. Dannazione, non era qualche anno fà? Mi stai dicendo che son passati dieci anni? Mi stai dicendo che è il momento di secernere l’ormone “soffitta” nel mio cervello, di cominciare a creare delle scaffalature culturali dove mettere tutta la roba che suonava col basso-che-fa-tum-tum-tum-e-la-batteria-uguale-e-la-chitarra-con-il-reverb-100%wet? (forse è il caso) Sostanzialmente, mi stai dicendo che ho 30 anni? Però 1.Interpol-Interpol è il loro disco più bello 2. Quando li ascoltavo era già passato qualche anno. ERGO Non sono ancora 30enne, almeno per un altro anno. Però gli O. Children ancora fanno sta roba (e forse benino).

    • Edoardo Biscossi luglio 27, 2012 a 00:20 #

      Ciao
      riguardo l’ormone soffitta e le scaffalature culturali, mentre al primo dovrebbe aver già provveduto la mente (almeno rispetto a ciò che uno ascolta a 16 anni), le seconde te le consiglio in quanto pratiche, gratuite e rese abbastanza necessarie dall’accelerata continua che interessa l’avvicendarsi delle reinvenzioni, però non è che uno deve farsi opprimere…
      riguardo i punti 1 e 2: Trovo che Interpol sia un disco brutto e per nulla brillante, ma ti confesso che lo ho ascoltato solo un paio di volte, forse ancora traumatizzato dallo scempio di Our Love To Admire, non pensando che meritasse ulteriori ascolti, ma anche ammessa la superficialità del mio giudizio e la relatività delle opinioni, parlarne come “il più bello” mi sembra sbilanciarsi un po’, oltre che una forzatura. Detto ciò, era passato qualche anno anche per me, che ad oggi ne conto 21.
      riguardo, invece, gli O.Children, come per gli Interpol e (quasi) qualunque altro artista, pare ci siano cose belle http://www.youtube.com/watch?v=P83DMSgnSKQ
      e cose davvero molto brutte e superflue

      Saluti

      • andreadetoma luglio 27, 2012 a 21:44 #

        Il discorso interessante è sapere QUANDO è il momento di secernere l’ormone “soffitta”: per esempio, per quanto mi riguarda tutto il newgaze è un anno che mi puzza di vecchio, è tutto uguale e privo di spunti che mi interessino davvero. Mi puzza più di vecchio delle Spice Girls. E’ oramai diventata quasi una questione di forma, mi chiudo a cercare il riverbero per tirare fuori il suono alla Kevin Shield e penso di aver scritto già 3 album (e cioè, davvero, te lo dice uno che c’ha la jazzmaster ed è na vita che ascolta shoegaze. I Raveonettes sono una delle mie band preferite). Però, ad esempio, non riesco a secernere l’ormone soffitta per il post-rock, eppure so anni che esce tutto uguale. Oppure per gli Okkervil River, anni ed anni di onorata carriera e l’ultimo disco aveva una freschezza incredibile.

        Io sono sempre dell’idea che ciò che esce oggi è molto probabile che sia meglio di ciò che è uscito ieri, a propri, perchè la musica sta diventando fruibile e suonabile per un numero sempre maggiore di persone, quindi è molto più probabile che ci sia un miglioramento della qualità. Chi sta attaccato al Classic Rock è per me come Morricone che insulta gli Arcade Fire, accademico e chiuso mentalmente. (e davvero, ho avuto la mia fase ’70 a 16 anni, ascoltavo sempre vdgg, king crimson etc, quindi conosco un pochino quel periodo a cui tante persone restano attaccate come cozze ad uno scoglio)

        ti dico solo che “interpol” è uno degli album più ascoltati che ho sull’ipod classic. C’ho veramente perso la testa, secondo me è un disco sottovalutatissimo. Poi che ti devo dire, preferisco gli album maturi… andando sul classico, se mi tiri fuori i Radiohead ti direi che In Rainbows è 10 volte più bello di Ok Computer, come per me Suburbs è più bello di Neon Bible che è a sua volta parecchio più bello di Funeral.

  2. Edoardo Biscossi settembre 13, 2012 a 00:46 #

    Ciao, guarda, ti rispondo con ere di ritardo. Condividerei la cosa sul newgaze, ma magari abbiamo una diversa concezione di newgaze. A me, all’incirca dal disco dei Real Estate dello scorso anno, tanta musica giostrata su hook&riverbero a oltranza (una questione di forma come dici tu) la trovo noiosa, paracula, ma sopratutto poco (molto poco) divertente (intendo interessante, che mi incuriosisca o mi affascini) e dato che per me il trovare o meno un disco divertente è importante, valuto tutto questo gigantesco ammontare di musica, a priori, più scadente di altre cose, ad esempio dell’ultimo dei Cloud Nothings, che proprio quanto a produzione sono un discorso meno omologato, eterogenei, duri, con la voce da ragazzino incazzato in contrasto con tutte le cose con la voce totalmente a-emozionale à la Jesus&MaryChain (tra l’altro a me i Jesus&MaryChain di per se piacciono molto, ma mi sembra ci sia un po’ di sensazionalismo attorno a quell’unico disco decente, ma anche questo è passato, sta passando e passerà). Anche i Raveonettes (magari il mio giudizio è dettato da una conoscenza limitata della band) mi sembrano roba molto limitata, paracula e molto poco divertente, a cui però do atto di essere uscita prima del pieno dell’ondata. A me ad esempio piacciono gli A Place To Bury Strangers, perché, tra i tanti motivi, con la chitarra fanno figate inimitabili, roba intrigante che va un pochino oltre un suono caramelloso e scialbo. Tutto questo per dire che a me, da quel disco dei Real Estate in poi, mi conquista molto di più l’ondata garage rock, coi riffoni e l’immaginario psych.
    Per il resto non capisco perché la maggiore fruibilità dovrebbe portare logicamente ad una maggiore qualità. Non credo che un discorso aprioristico riguardo il nuovo/vecchio sia utile, è una cosa che varia da band a band, credo.
    Riguardo i gusti personali, sarò banale, ma per me Ok Computer vale 100 In Raimbows. Funeral e The Suburbs sono dischi della vita, Neon Bible un gradino sotto, ma comunque il processo di maturazione degli Arcade Fire è una cosa bellissima di quelle che capitano una volta ogni 100 anni e la discografia degli Arcade Fire è un discorso che meriterebbe antologie a se, quindi non inizio, tra l’altro sono fuori tema.

  3. Andrea De Toma settembre 13, 2012 a 01:26 #

    eheheheh! sei stato un grande a lasciarmi una risposta dopo un Agosto così caldo. Io non ce l’avrei fatta.

    Forse il mio discorso è un po’ aprioristico, hai ragione. Nasce forse per reazione a questa maledetta ignoranza dell’ascoltatore medio nei confronti di tutto sto ben di Dio che è uscito in questi anni. Nasce anche per spunto un po’ futurista, spero sempre che l’ennesimo 9.x di Pitchfork rivoluzioni la musica e spazzi via tutto, comprese le band che ho più a cuore.

    Sugli A Place Tu Bury Strangers hai ragione, però personalmente pongo sempre un punto interrogativo piuttosto grande… Ok, fanno figate con le chitarre e si fanno gli effetti da veri DIYier. Da quando ho 17 anni mi dico che da grande vorrei essere così. Forse mi lascio un po’ condizionare, vorrei poterli ascoltare con orecchie non da musicista.

    Mi interessa il discorso sul garage. Secondo me hai ragione, a pensarci è davvero il filone che sembra offrire spunti più interessanti. Personalmente mi piace molto quello che sta tirando fuori Jack White, mi sembra quasi una sintesi tra tutto il bel lavoro di Okkervil, Shearwater, Band Of Horses, Wilco ed il lavoro di Foo Fighters e co.
    Tipo i Wintersleep li trovo una “calibrata” sintesi di tutto ciò che ci sta in giro oggi ed un buon punto di partenza.
    Dici che torna sta famosa regola del 20? nei 2000 abbiamo pescato dal surf anni ’60 e dalla new wave anni ’80, oggi nel 2010, come nei ’90, andiamo a pescare dagli insegnamenti di Neil Young.
    Questa pure è un po’ forzata…

    Condivido anche sui Jesus & Mary Chain, pure secondo me sono sopravvalutati.

    • Edoardo Biscossi settembre 13, 2012 a 01:49 #

      guarda io Jack White lo consumavo “in gioventù”, quindi ora mi viene da considerarlo un discorso un po’ chiuso (ormone soffitta si diceva) nel senso che non lo vado ad ascoltare con la fame da fan, ma ho sentito un paio di singoli di mestiere che non sembravano male.
      Wintersleep sinceramente non li copro, io alludevo ai dischi dell’anno scorso di Oh Sees, Wooden Shjips, Ty Segall, Acid Baby Jesus, The Man, Sic Alps, Omma Cobba eccetera.., che mi hanno preso un sacco e poi quest’anno fino al disco dei Tame Impala con le grafiche anni ’70 che piacerà a tutti e magari allentiamo un po’ col revival dream pop. In questo senso Pitchfork fa un bel lavoro con BNM e BNT quando decide che una cosa deve emergere (vedi anche i dischi di Ty Segall e The Man quest’anno). La cosa digestione/revival col passaggio dei 20 anni non credo che torni, ma che non abbia mai smesso di funzionare, Da quando i gruppi wave scoprono il surf o J Mascis scopre i Black Sabbath o gli Strokes i Television e poi si rifà il giro e i gruppi Captured tracks scoprono lo shoegaze, gli Yuck scoprono i Dino e lo so che questa è una semplificazione, ma io sono uno che invece di anda’ a letto sta su internet, mica Symon Reynolds insomma…

      • Edoardo Biscossi settembre 13, 2012 a 01:52 #

        (sugli APTBS e relativa storia death by audio non posso avere un giudizio oggettivo)

        la cosa divertente e che io nel frattempo sto ascoltando il nuovo Wild Nothing

  4. Andrea De Toma settembre 13, 2012 a 19:04 #

    gruppi “captured tracks”. Figo.
    l’anno scorso ero andato pesantemente in fissa per i The Thermals. Sembre grazie a BNV di Pitchfork. Ma davvero, credo che avrò ascoltato quell’album 3 volte di seguito la prima volta che ci ho messo l’attenzione sopra. L’ho sentito costantemente tutta l’estate. Altrochè i Best Coast (mai piaciuti, forse perchè sono la suoneria del mio cellulare. Mi sembrano un contenitore vuoto)

    Comunque sei una bestia, la tua preparazione musicale è davvero notevole. Sentiti complimenti.

    • Edoardo Biscossi settembre 14, 2012 a 00:06 #

      guarda con tutta ‘sta preparazione i Thermals non li conosco, ma ora vedo di coprirli, sentiti ringraziamenti.

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