Portami al mare

5 Lug

di Clara Natale

Una parete bianca piena di polaroid. Pezzi di cuore lasciati alle spalle. Pezzi di vita ancora da scoprire. Passato. Presente. E quel senso di nervosismo eccitante che ti senti vibrare per la schiena quando pensi a cosa potrà accadere domani.
Portami al mare. Andiamo. C’è un mondo nuovo che ci aspetta. Fa caldo, lo so. Ma l’acqua salata ci rinfrescherà. E le nostre bocche sapranno di sale.
Portami a guardare le stelle. Andiamo. Non aver paura. La luna è solo un satellite bianco.

Non è un film che ho visto, né un trip che mi sono fatta mentre dormivo. È quello che ho immaginato ascoltando la versione di Satellite in cui Colapesce duetta con Meg.
E pare che chi la ama possa perdonarla per la sua assenza dalla scena da ben 3 anni, perché, come sempre, l’ex cantante dei 99 Posse affascina per la sua voce sublime.
Ascoltare questi 3 minuti e mezzo è come proiettarsi in una storia di altri tempi, che sa di mare italiano. Perché, diciamocelo, nonostante tutto, il nostro resta sempre un Paese che fa invidia al resto del mondo.
Le due voci si incastrano perfettamente in un’armonia che sembra volare leggera da una radio anni’60, in una vecchia stanza le cui pareti sono avvolte da un parato ingiallito.
Sì, c’è chi può dire che è la solita canzone fatta per l’estate. E il mare, il sole, i baci salati, i gelati e bla bla bla.
Ma a me è sempre piaciuto mischiare il dolce con il salato.
E sognare.

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