100 giorni da oggi

28 Giu

di Clara Natale

Passano gli anni (i 27 sono alle porte) e in quanto a generi musicali – e non solo – cambiano le infatuazioni stagionali.
Perché si cambia. Perché si cresce. Inevitabilmente.
Ascoltare questo album degli Amor Fou mi ha messo di buon umore, ma adesso scriverne mi mette tristezza.
Sì, perché già il titolo è qualcosa che non c’è. Qualcosa che non conosci. Una incognita o un punto interrogativo, se vogliamo parlare in termini di simboli. Quando io invece sono alla ricerca della mia K, la mia costante.

Gli Amor Fou come cantastorie. Ogni titolo delle tracce è già di per sé un pezzo di vita, un racconto.
Storie e notizie di cronaca quasi ritagliate da vecchi giornali piene di elettronica e riferimenti alla musica italiana degli anni ’80, tocchi new wave e citazioni che spaziano dal cinema alla letteratura. E i testi si invadono di un’aura poetica.
Si dondola la testa fino a che non è finito e se state cercando carezze ruvide a forma di canzoni è quello che fa per voi.
Perché si cambia. Si cresce. Inevitabilmente.
E non ho nessunissima paura di accettare quello che verrà da qui a 100 giorni.

E sarà semplicissimo.
E sarà normalissimo così.

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