Alle scuole medie

7 Giu

di Arianna Grilli

Alle scuole medie c’arrivi in un settembre qualunque, a 11 anni. Tutto, in quel settembre, sembra remarti contro: hai un anno di più che ti avvicina tragicamente allo sviluppo, inizi a sentire (orrore!) le scuole superiori più vicine e le elementari dannatamente lontane.

Alle scuole medie ci sono arrivata dopo un’estate di risate e bicicletta nel solito paese di montagna dove sono cresciuta. Era un giorno piovoso e c’hanno fatto aspettare nel cortile, tra l’edificio e la palestra, per l’assegnazione delle classi.
Avevo un paio di occhiali spessi e dalla montatura colorata, vestivo come un maschio, non avevo nessuna nozione su trucco, parrucco o moda. Erano gli anni ’90, il focoso 1996.
Mi fu assegnata la sezione C, piena di ragazze che tutte quelle nozioni che io ignoravo nel profondo le aveva acquisite da tempo.
Avevano fidanzatini, vestivano Onix o Phard, sapevano già come truccarsi. E, cosa ancor più importante, erano già largamente stronze. Potevo vincere contro di loro? Nemmeno m’importava: sedevo in prima fila, insieme ai secchioni, e disegnavo fumetti con la mia compagna di banco, riccioluta e brillante. Eravamo mente e braccio, due outsiders.
Non giocavo a pallavolo, ogni volta che mi si chiamava in campo m’impegnavo così poco che mi rispedivano in panchina, ma non ne soffrivo. Non avevo interesse per i ragazzi a meno che non fossero sfigati come me, tra nerd ci si capisce in modo particolare. Non avevo ancora dato il primo bacio, quant’ero indietro! Ero quel che si suol definire una sfigata.
Fino al giorno in cui iniziai a parlare una lingua diversa: la lingua della chiave di basso. In seconda media iniziai a boicottare le lezioni di flauto dimenticando sistematicamente lo strumento a casa. Portavo a spasso per la città, da casa mia al garage, un basso elettrico prestato e un amplificatore che, giorno dopo giorno, mi regalava svariati calli. E in classe se ne faceva un gran vociare: avevo abbandonato gli occhiali delle lenti a contatto, tagliato i capelli, iniziato a vestire secondo la moda e parlavo di musica per tanto tempo, per tutto il tempo. Ero un alieno e mi piaceva. Fanculo i ragazzi, i baci e le sopracciglia doppie: avevo il mio modo e ci stavo da dio.

Una Risposta to “Alle scuole medie”

  1. icittadiniprimaditutto giugno 7, 2012 a 10:55 #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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