Pronto, buonasera

23 Apr

Sabrina aveva una trentina d’anni, credo. Aveva i capelli rossi, gli occhiali, un apparecchio un po’ fatiscente e un’incredibile R moscia, che appena diceva “Pronto?” tutti scoppiavamo a ridere. Credo sia anche un po’ a causa dell’apparecchio, se la sua pronuncia è così buffa; voglio dire, dovreste vederlo.

Eravamo tutti schierati uno accanto all’altro, eravamo in dodici. Le cuffie mi stavano un po’ strette, e il microfono cadeva sempre sulla guancia, sfregandosi sulla barba ed emettendo un rumore fastidioso e poi – Pronto, buonasera, parlo con il titolare? –
Tlac. Cornetta abbassata. Tlin, alzata. Tlac, tlin, tlic, tlan, e lo squillo del telefono. Sto cazzo di call center è proprio noioso.
Poi arrivava, sempre, il momento imbarazzante, in cui ci trovavamo tutti in silenzio, tutti nello stesso momento, pronti a rispondere alla prossima telefonata, nervosi, e sembrava quasi che nessuno lavorasse in quel momento, che ci fossimo stufati tutti, come poi effettivamente era. Chi sarebbe stato il primo a rispondere?
Dal fondo della stanza si alzava, improvvisa, la prima voce. Pronto, buonasera, e qualcun altro subito la imitava dall’altra parte della stanza. Accanto a me anche Sabrina rispondeva, mi stava simpatica Sabrina, era l’unica che mi stava simpatica, e poi rispondeva anche qualcun altro alle mie spalle. Sembrava un coro polifonico al quale si aggiungevano gradualmente, a tempo, altre voci basse, acute, stridule, e poi baritoni e tenori, e note di diversi colori che si intrecciavano tra loro salendo verso l’alto, note che si rispondevano a vicenda come in un bosco gli uccelli o per strada i cani quando uno di loro comincia ad abbaiare.

Per quanto mi riguarda, ero in attesa da tre 3 e 40 secondi. Una musichetta stupida mi stava trapanando il cervello, mentre Sabrina accanto a me, la vedevo con la coda dell’occhio, ballava in modo scomposto. Era una specie di danza della vittoria, credo. Aveva appena chiuso un contratto. Ce l’aveva fatta. Si tolse le cuffie, mentre uno scroscio di applausi le pioveva sulle spalle. Mi lanciò un’occhiata raggiante, mentre sorrideva.
Il suo apparecchio brillava, come i suoi occhi.

Daniele Coluzzi

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Una Risposta to “Pronto, buonasera”

  1. icittadiniprimaditutto aprile 23, 2012 a 14:22 #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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