Il mio vero ossimoro

20 Mar

Life is very short and there’s no time dicevano gli Scarafaggi quartaseiannifa.

Questa frase riecheggia nella mia mente da giorni. L’unica probabile ragione è che ognuno di noi ha sempre tanta fretta di crescere, di fare esperienze, di provare nuove emozioni come se fosse una cosa che ‘si deve’ alla vita stessa.
!Non voglio filosofeggiare per carità! ma cavolo, qualcuno si è mai chiesto perché quando uscite di mattina incazzati neri con il mondo basta ascoltare un semplice brano per far sorgere sul vostro volto un sorriso?

Vi siete mai soffermati sulle espressioni delle persone che sono attorno a voi durante un concerto?

Li vedete lì, quasi inermi. C’è chi sta fermo, c’è chi si muove sconnesso, chi chiude gli occhi, chi apre le porte ad un mondo immaginario, chi applaude senza motivi apparenti, chi critica in modo spietato. Tutto è connesso ad uno stato di coscienza specifico e tipico dell’uomo. Una cosa sola unisce tutti. Quella serie infinita di suoni e di combinazioni magiche e non matematiche come spesso ci viene insegnato, che all’improvviso si scontrano con l’anima, ma ci toccano nel profondo. Per entrare in contraddizione con ciò che ho appena detto, potremmo parlare di una mistica cabala dove l’espressione semplice e pura di un arte rarefatta, astratta, che può contare solo su un innesto percettivo e motorio, genera in noi più domande che risposte, connesse direttamente al significato della vita stessa.

Spesso una nostra azione può cambiare il corso di una vita intera mentre a volte non abbiamo possibilità di scegliere. Ma questo già lo sapete.

L’importante è continuare ad avere sete di vita, di smetterla di moraleggiare, di fregarsene di ciò che gli altri dicono, di piangere e gridare ogni volta che ne abbiamo bisogno, di mostrarci fragili e sensibili solo se lo siamo, di smetterla di costruirci un personaggio pirandelliano, perché nella maggior parte dei casi l’ipocrisia equivale a commettere un reato contro gli altri ma in primis contro noi stessi. Non dissetatevi mai. Non accontentatevi del drink che vi viene offerto ma create un nuovo cocktail esagerando nel dosaggio. Shakerate e il gioco e fatto. Nevermind il destino. Non importa quanti battiti d’ala compirà domani la farfalla che decide quante ore che vi restano. Sfruttate quelle che avete, non perdendo neanche un istante. Il resto è tutta roba New Age.

Martina Sanzi

Annunci

Una Risposta to “Il mio vero ossimoro”

  1. Frank the Kind marzo 20, 2012 a 15:03 #

    bellissimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: