Speaking in Tongues

11 Mar

In questi giorni siamo un po’ a corto di materiale e mi ritrovo alle tre di notte a buttare giù parole nella vana speranza che, una volta unite, abbiano un senso.
Cosa sto ascoltando? I Kings of Leon. Sì, sì. Sono dei venduti, bla bla bla e io non ho alcuna voglia di disquisire (da sola) del concetto di commercializzazione musicale. 

Oggi ho visto il loro docufilm, Talihina Sky.

Lo zio ubriacone con il forte accento del sud emetteva suoni che ho fatto fatica a decifrare, però sembrava un sacco simpatico.
Tre quarti della band, da buoni figli di pastore pentecostale, hanno provato almeno una volta l’ebrezza dello speaking in tongues. Non parlo dell’ascolto dei Talking Heads ma di quella forma di trance  durante la quale si emettono suoni incomprensibili. La mamma dice che erano posseduti dallo spirito santo. E che le vuoi dire? Mica vorrai dare torto alla mamma?! Era così contenta.

Durante l’adolescenza i giovani Followill hanno abbandonato la chiesa e la scorsa estate Caleb, cantante e chitarrista, ha lasciato il palco all’improvviso. L’ha fatto emettendo suoni gutturali e non è più tornato.

Non si capisce quello che dicono loro, non si capisce quello che sto dicendo io.

You Knooow that I couuld uuse somebooodyy

Eleonora Muoio

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