Il mio vero io

5 Mar

Sono in una gabbia in veste di prefabbricato slanciato verso l’alto, un trono per innalzare gli idioti a maestri di vendita e cortesia.
Le auto gli sfrecciano ai piedi, insetti di nevrosi che attraversano il grande bacino accogliente del call center.
Le menzogne fanno carriera ma devi saperle dire, devi saperti meritare l’opportunità di fare esperienza nell’ipocrisia smaliziata, ti servirà per farti le ossa.

Sì, farmi le ossa, sfigurare le mie vere attitudini, umiliare la mia ingenuità che non sUpporta la mole di meschinità con cui vi profumate.
Le verità sono sempre le cose più difficili da vedere ed io non vedo come tutto questo è inevitabile: il progresso ti aiuta, fatti sostenere. Le idee degli altri, quelle contano, e le tue si possono conformare. Il ventre caldo della sicurezza ti attende.
Ma ecco, mi giro, la finestra accanto a me vuole che guardi quella distesa di commozione rosso tramonto. E allora non riesco più a sentire il cliente nelle mie cuffie.
Ritrovo il mio io, troppo lontano ma c’è, è là fuori.

Elisa des Dorides

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Una Risposta to “Il mio vero io”

  1. icittadiniprimaditutto marzo 5, 2012 a 09:19 #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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