Sta’ zitta, Rudy

18 Feb

Quando lo guardammo, riverso per terra, la testa fracassata, ci bloccammo. Era davvero quello l’aspetto di uno cui avevano fracassato il cranio?

Tra i capelli aveva pezzi di materia cerebrale che sembravano salmone sminuzzato, intinto nel ketchup o nel succo di mirtillo. Pezzi di ossa erano attaccati ai capelli e sembravano ciondoli minuscoli di indiani.

Per quel che mi riguarda, ero in un periodo in cui leggevo romanzi western (anche se spesso, in onore di Luca Giurato, li chiamavo “westner”) e pensavo spesso agli scalpi. Non che quello fosse uno scalpo, ma diciamo che le settimane di lettura precedenti mi avevano preparato a quel momento.

Quando io e Teo ci guardammo, lui mi disse che dovevamo sbrigarci, che papà Cliff sarebbe rientrato a breve, e che se non avessimo ripulito sarebbero stati cazzi. Magari il vecchio Cliff avrebbe cominciato a ballare quella sua strana danza lì, in salotto.

Quando Rudy entrò, ci domandò se avessimo fatto un barbecue lì dentro. Dall’odore sembra di sì, disse. Noi ci guardammo, sorridemmo, dicemmo che no, che avevamo mangiato fuori e che doveva starsene zitta e filare. Poi accendemmo la tv, e la sigla della puntata de “I Robinson” all’interno della quale eravamo cominciò.

Andrea Macrì

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: