Italiafilia

4 Dic

SVOLGIMENTO:
A volte mi chiedo come mi risulterebbe la musica in inglese se mi mettessi le orecchie di uno che parla quella lingua.

Sarebbe interessante, perché credo di poter dire con certezza che alle orecchie di un anglofono, “Come Togehter” dei Beatles suona un pò come può suonare per noi “Il tempo di morire” di Battisti.
E non fare quella faccia.

Ormai siamo diventati tutti esterofili con la musica, perché quella italiana fa schifo. Abbiamo un complesso di inferiorità mastodontico da decenni, nella convinzione di non saper fare roba altrettanto decente.

Ma c’era un tempo in cui la musica italiana in italiano era bella.
C’era un tempo in cui sapevamo parlare e scrivere e far musica. Bella.
Andavamo al Piper, avevamo Celentano, la PFM, De Gregori, Guccini, Battisti/Mogol, Patty Pravo…quanti ne vuoi?
Sono rimasti laggiù, tra i vinili impolverati di mia madre poggiati sul mobile di casa mia, che mi fanno sentire tanto retrò e figa… quanto idiota.
Insomma per tornare al punto, secondo me se avessimo le orecchie di un inglese, la musica inglese ci piacerebbe comunque, ma ci sembrerebbe un pelino meno superlativa.
Secondo me ad un inglese di oggi una bella canzone nella sua lingua suona un pò come a me suonano i Jonny Blitz, che tra l’altro suoneranno pure loro, al Piper Club l’11 dicembre, come ai bei vecchi tempi. 

Francesca Cireddu

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