Gli Ebrei

14 Ott

Abrasioni, rasoiate, pezzi che portano ancora la puzza delle cantine in cui hanno preso vita.

Riff svelti, versi urgenti e disperati, nausea, ironia sociale a flusso libero su eruzioni di rumore.

Indole caustica nella miglior tradizione post-punk.

Ventuno minuti, dodici pezzi, dodici pallottole al cuore.

Quando sembra che sia l’amaro che hai in bocca a tenerti in vita. Tanto mal di vivere, tanto amore.

“Ho passato tutta la mia adolescenza ubriaco, mi sono svegliato un mattino non so dove, ho preso il primo autobus e sono andato a lavorare”

Edoardo Biscossi

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