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Disillusione

15 feb

Nell’antichità latina la parola ILLUDERE era associata al “vagheggiar nella mente”, libertà di percorrere il moto astratto mentale. In questo adorabile vagare s’inseriva però una particella: luce, lux, intesa come guida.
Nell’antica Grecia invece, il viaggio verso l’astrazione mentale era la fuga, pura e semplice scappatoia dalla realtà.
Detto ciò mi domando: la disillusione è dunque disinganno?

Al quesito, tanto per cambiare, non ho trovato risposta e mia sorella Simona per appagare il mio momentaneo stato emotivo mi ha fatto ascoltare You Never Call di Casiotone for the Painfully Alone, progetto musicale concluso nel 2010, già solo per questo meno illuso di me.
La storia racconta di un Lui che dopo aver conosciuto Lei nel corso di un’ estate, desidera tanto rivederla.
Inizia a cercarla e il telefono squilla, squilla, squilla ma a rispondere non è mai lei.
Lui si rassegna al fatto che Lei non riconoscerà mai più la sua voce.
Ecco qui il perfetto esempio dell’uomo ormai disilluso. Ahimè!
E pensare che Ugo Foscolo, il letterato, si era perfino inventato la religione delle illusioni!
Proporrei allora alle case farmaceutiche di produrre pillole d’illusioni take away approfondendo però, l’elenco degli effetti indesiderati.
Grazie!

Mariateresa Leone