Archivio | febbraio, 2012

Sadside Project

29 feb

La metro scorre lenta.
Ti rendi conto che farsi i fatti della coppia di fronte a te fingendo di ascoltare musica è realmente divertente. Lo fai così, per il gusto di farlo. Per vedere se i loro problemi sono più grandi dei tuoi.
Poi però, succede una cosa assolutamente magica. I discorsi degli altri si sfocano perché il volume è alto, perché le voci ti inondano la testa, perchè il testo ti scorre nelle vene, perché le chitarre ti risuonano dentro.
Così cominci a vedere che ogni cosa si muove a tempo (stronzo chi mi dice banalmente che è una frase già sentita poiché amo i citazionismi). E’ proprio allora che i litigi diventano sciocche discussioni su cui ci si passa sopra con una carezza. Le lacrime del bimbo in braccio a sua madre si trasformano in ammirazione verso il cagnolino del (aimhè) barbone di turno. Il vecchio scorbutico riesce a dare cinquanta centesimi allo zingarello che suona il violino a due corde e tutto diventa armonicamente e geometricamente perfetto.

© Martina Sanzi

Ad un tratto ti giri e accanto a te c’è colui che sta all’altro capo della cuffietta. Tu sei R, lui è L. Avete visto la stessa incoraggiante scena, l’avete capito e quindi ora state ridendo. Non è un semplice sorriso, è proprio una bella risata di gusto, di quelle che ti mettono allegria. Siete vicini più di quanto potevate immaginare. Non parlo di smielato sentimentalismo.
Sto solo parlando di sintonismo musicale a livelli esagerati tra due persone che si frequentavano già prima di conoscersi.
Provare per credere.

P.S. per questo tipo di esperimenti si consiglia caldamente l’ascolto di Sadside ProjectStorytellers’

Martina Sanzi

Il Tuo Fottuto Free Download: Appaloosa

28 feb

“The worst of saturday night – Musica per energumeni del sabato sera” è il quarto capitolo discografico degli Appaloosa, primo album ufficiale con Black Candy Records e verrà presentato l’8 marzo al Circolo degli Artisti di Roma.

Noi, nel frattempo, vi facciamo un regalino.
Voi, nel frattempo, preparatevi.

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Come innamorarsi, come non essere fortunati

27 feb

Una camera al risveglio che ancora profuma di notte, il letto disfatto e lei che se n’è andata.
Le forme dei corpi ancora impresse sul lenzuolo, la luce del mattino che si porta via i profumi ma che in cambio fa entrare dentro tutta la malinconia del mondo.
E a respirarla in quella stanza c’è Owens, che scrive il suo disco sulla scia della porta che si chiude.
Alex, capelli neri, occhi blu e un bel sorriso, semplice, come innamorarsi, come non essere fortunati. E il cantante dei Girls non si scervella per trovare altri modi per dirlo; ti amo, mi manchi, scappa con me, amami, ti voglio, tutto si incasinerà.

Father, Son, Holy Ghost è un album che entra nel cuore dalla porta principale, senza giri di parole. Undici pezzi senza tempo, belli e basta. L’impressione è quella di ascoltare un vinile e di bere un bicchiere di vino; le difese si abbassano e poi ti lasci cullare, come assuefatto, come arreso.
E poi vabbè lui è biondo, bello a modo suo, molto fotografato e sicuramente problematico. Gli ingredienti ci sono tutti. E c’è pure la buona musica, pensa un po’.
“Nights i spend alone/i spend’em running round looking for you, baby…” dice inVomit e non facciamo fatica ad immaginarlo che cammina solo, al buio, sigaretta tra le mani, passo instabile, camicia fuori dai pantaloni e capelli spettinati davanti agli occhi.
E ci verrebbe quasi da dire: continua a cercarla se quello che ci racconti delle tue notti, poi, suona cosi bene.

Giulia Nardi

Happy times together we’ve been spending

26 feb

E poi succede che il freddo si attenua.
Si inizia a sentire da lontano l’eco della primavera. E non solo fuori, ma anche dentro di te.
Vedi le cose con colori diversi. È come se rileggessi un libro in un’altra lingua o ascoltassi una stessa canzone in versione unplugged o in set elettrico. Ti liberi da un grosso macigno che ti ha reso vulnerabile e allo stesso tempo determinata per un bel po’ di tempo.
Sulla strada, butti il libro del tuo ultimo esame nel bidone della raccolta differenziata. E ti senti doppiamente una che fa la cosa giusta.
Lo scrittore latino Marco Terenzio Varrone dice: “ La parte più lunga del viaggio è varcare la porta”. E quando la varchi, sai che il grosso è fatto. Ma hai l’eccitazione dell’avventura, per quello che accadrà una volta superata quella soglia. Ti senti come i Goonies alla ricerca del galeone di Willy l’Orbo. Ti senti ottimista.

È sabato pomeriggio e fuori si sta benissimo anche senza il cappello di lana. Passeggi per le vie del centro con un tuo amico e attorno a te ci sono tanti buffi pagliaccetti e piccole principesse che ti lanciano coriandoli. Ti fermi al forno e ti fai un carico di frappe che arrivi a sporcarti tutta di zucchero che sembri ritornata bambina. Tutto è perfetto.
Entri in libreria, e vai diretta alla lettera N: Nick Hornby, “Alta Fedeltà”. Sei felice. Per caso, trovi un libro sulla vita di Bob Dylan e ti affascinano le parole “la mia strada era stata lunga e avevo cominciato dal niente” e decidi di comprarlo. Un po’ dove parto io adesso. Dal niente.
Sorrido. Dopo tanto tempo, sorrido. Mi giro e vedo due libri posizionati vicini. Chissà perché? Sulla copertina ci sono i nomi degli autori: Arisa e Tiziano Ferro. Sono felice, sì. Sono felice che anche quest’anno Sanremo è finito.

Clara Natale

Per Noia

25 feb

C’è un tavolo pieno di gente che chiacchiera di tante cose.
Per noia accendo una sigaretta e mi guardo attorno: salotto ben arredato, luci calde, live dei Doors nel lettore dvd.
Per noia alzo il bicchiere e bevo il Cabernet rosso che lo riempie. Il vino inizia a darmi un po’ alla testa e mi sento più felice, estroversa. Rido con l’ospite che mi sta di fronte. Sono socievole, evviva!

Posso fare tutto, sono a mio agio, ma la noia mi assale presto e riprendo a guardarmi intorno.
Poi incontro il suo sguardo. Ha un viso magro e allungato, un ciuffo di nerissimi capelli nel quale infila le dita a cadenza regolare. Gli occhi azzurri e tristi, la pelle bianca e le lentiggini. Ricambio un sorriso e lui attacca a parlare. Faccio domande, mi fingo interessata.
“Ho dei libri di là, se vuoi te li faccio vedere”. 
Sediamo a terra,ora. Parliamo di Baricco e di Thoreau mentre spulcio tra i suoi vinili.
Bevo dal suo bicchiere, lo stordisco di domande e ascolto tutte le sue risposte. Oh sì, sembro interessatissima. Sembro interessatissima anche adesso che il suo viso si avvicina al mio. Vicino. Vicino. Sempre più vicino.

Arianna, dai, non scoppiare a ridere ora. Che faccio, resto ferma o vado all’indietro? Oddio mi scappa da ridere! D’un tratto, per uno strano scherzo dell’alcol, sento una voce che sussurra: chiudi gli occhi.
Arianna. Va bene, occhi chiusi. Sono presissima. Inspiegabilmente, però, il mio pensiero va dritto dritto ad una foto in cui ci sei TU, sì sì, proprio tu, appoggiato ad un muretto. E d’improvviso la foto si anima e da quel muretto ti stacchi, vieni verso di me guardandomi fisso e togliendoti i vestiti: prima la felpa, poi la t-shirt, poi le scarpe, poi i pantaloni, poi.. poi una buca nell’asfalto presa in pieno mi fa riaprire gli occhi, di colpo.
Sono in macchina, sulla strada di casa.

Arianna Grilli

Abiku

24 feb

L’ormai trascorso 2011 si è chiuso con una perdita assai dolorosa, la chiusura di Altered Zones, che ha fatto tanto bene a me e tanto bene alla musica di un certo tipo.
In attesa che altro arrivi a colmare l’abisso nel mio animo, finite le distrazioni meglio note come sessioni d’esame, decido di dedicarmi di più all’ascolto dei più chiacchierati progetti Indipendenti italiani, perché ascoltare gruppi di merda di Atlanta con 200 fan su Facebook e non conoscere quelli dietro casa? Quindi come inizia il 2012?

Lo Stato Sociale han fatto il disco dell’anno a febbraio ed hanno tutto l’amore che si meritano, mentre A Classic Education invadono l’america ora che sono il gruppo più bravo al mondo in assoluto, sta per uscire il nuovo degli Uochi Toki ed io già tremo, Colapesce è il presidente della repubblica indipendente italiana, d’un tratto a tutti quanti piace Porcelain Raft, si attende il disco dei Drink To Me e tanto tanto altro ancora tra singoli, Ep e roba, oltre perché Blow Up ha smesso di mettere i voti alle recensioni, quindi i dischi bisogna iniziare ad ascoltarli davvero.

Poi, ovviamente, si fa tanto hype casareccio su tantissima merda blog-friendly come al solito, che fai la chillwave, che la fai house, che la fai poppettona, che ci metti il riverbero ma diavolo c’è un limite alle paraculate che uno può fare per una recensione, sono sicuro che c’è.

E sono pure sicuro che c’è chi, neanche troppo sconosciuto, fa semplicemente belle canzoni, col chorus e l’attitudine al cantautorato pop, i Jesus & Mary Chain e le code strumentali, tutto molto bello, solo questo.

Edoardo Biscossi

La Tua Fottuta Intervista a Gianluca Giusti (La Famosa Etichetta Trovarobato/Mariposa)

23 feb

LTFMA: Ciao Gianluca, chi è il genio tra voi che ha deciso di aggiungere al nome Trovarobato l’espressione La Famosa Etichetta e perché?
GGTrovarobato è il titolo di una canzone contenuta in un disco dei Mariposa, “Portobello Illusioni” del 2001, e sono stato io a proporre di aggiungere la dicitura La Famosa Etichetta per citare una vecchia etichetta inglese degli anni Settanta, The Famous Charisma Label. Si tratta di una label storica che ha lavorato soprattutto con la musica progressiva ed è stato poi assorbita dalla nascente Virgin.

LTFMA: Qual è la missione di Trovarobato nel mondo?
GG: Il nostro obiettivo principale è dare cittadinanza ad artisti che rimarrebbero sostanzialmente apolìdi, sans papiers del mercato indipendente. Non siamo soltanto un’etichetta ma, come il PCI con i propri iscritti, accompagnamo i nostri protetti dalla culla alla tomba.

LTFMA: Qual è la tua produzione preferita di Trovarobato e perché?
GG: Escludendo la mia band (ndr: Mariposa), direi che uno dei gruppi cui sono più affezionato sono gli Addamanera, prima produzione Trovarobato non Mariposa. Era un ensemble messinese di suono canterburiano, hanno pubblicato il loro primo album, “Nella tasca de il zio”, con noi nel 2005 e, qualche mese fa, attraverso la collana netlabel abbiamo fatto uscire il loro disco ancora inedito, “Un uomo che si pensava quell’altro”.

LTFMA: Esiste al momento una “scena” musicale in Italia?
GG: Certo, c’è una scena molto viva anche se spesso non valorizza gli spunti più originali. In particolare ci sarebbe bisogno di direzioni artistiche più coraggiose che sappiano unire la necessità di riempire i locali e i festival con un’attenta attività di scouting delle proposte veramente innovative e non standardizzate, lontane dai facili giovanilismi di cui questa stessa scena è piena e dalla tendenza a ripetersi.

LTFMA: Riesci a farmi i nomi di tre gruppi italiani che ti fanno proprio schifo?
GG: Lo schifo è una categoria etica. Esteticamente, invece, non apprezzo la superficialità dei Negramaro, ma sono talmente distanti dal nostro universo che potrebbe sembrare ovvio. Il peggior male della musica attualmente in circolazione in Italia è essere troppo spesso consolatoria e autoindulgente: un fenomeno come quello de Il Teatro degli Orrori mi sembra andare in questa direzione. In generale non apprezzo questa vena della musica impegnata ma non impegnativa.

LTFMA: Un’ultima domanda che rivolgiamo a tutti: credi che un certo tipo di musica, la tua, il più delle volte alternativa, possa fotterti?
GG: No, non credo che la musica possa fotterti. Il rock’n’roll mantiene giovani.

http://www.trovarobato.com/