Archivio | febbraio, 2012

Sadside Project

29 feb

La metro scorre lenta.
Ti rendi conto che farsi i fatti della coppia di fronte a te fingendo di ascoltare musica è realmente divertente. Lo fai così, per il gusto di farlo. Per vedere se i loro problemi sono più grandi dei tuoi.
Poi però, succede una cosa assolutamente magica. I discorsi degli altri si sfocano perché il volume è alto, perché le voci ti inondano la testa, perchè il testo ti scorre nelle vene, perché le chitarre ti risuonano dentro.
Così cominci a vedere che ogni cosa si muove a tempo (stronzo chi mi dice banalmente che è una frase già sentita poiché amo i citazionismi). E’ proprio allora che i litigi diventano sciocche discussioni su cui ci si passa sopra con una carezza. Le lacrime del bimbo in braccio a sua madre si trasformano in ammirazione verso il cagnolino del (aimhè) barbone di turno. Il vecchio scorbutico riesce a dare cinquanta centesimi allo zingarello che suona il violino a due corde e tutto diventa armonicamente e geometricamente perfetto.

© Martina Sanzi

Ad un tratto ti giri e accanto a te c’è colui che sta all’altro capo della cuffietta. Tu sei R, lui è L. Avete visto la stessa incoraggiante scena, l’avete capito e quindi ora state ridendo. Non è un semplice sorriso, è proprio una bella risata di gusto, di quelle che ti mettono allegria. Siete vicini più di quanto potevate immaginare. Non parlo di smielato sentimentalismo.
Sto solo parlando di sintonismo musicale a livelli esagerati tra due persone che si frequentavano già prima di conoscersi.
Provare per credere.

P.S. per questo tipo di esperimenti si consiglia caldamente l’ascolto di Sadside ProjectStorytellers’

Martina Sanzi