Archivio | 09:00

Sebadoh

13 nov

Sfortunata casualità, ti trovi di fronte, un paio di volte nel giro di pochi giorni, ad una domanda tipo “mah…nel senso, voi cosa…di preciso, indi roc, sarebbe…no perché a me non m’è mai sembrato…cioè…in che consist…” che ad iniziare una risposta precisa ti ci senti pure stupido;
o parti da caro amico, o inizi una lezioncina che è un attimo e il tizio non t’ascolta più, ma d’altronde poi, non è che c’è una formula precisa, la storia è ampia, non è che citi due gruppi, due dischi, due parole ed è fatta, devi metterci influenze, scene, immaginario, punti di vista, cliché, uno sproposito tra generi e sottogeneri, etica, troppa roba, ma se non rispondi quello finisce che s’immagina i Killers…ci fosse un pezzo, parole e musica, niente di troppo serio o inaccessibile, una cosa distaccata, figa, una sintesi, una fotografia, ma chi? cosa? come?

Ah, giusto, i Sebadoh.

Edoardo Biscossi